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Jivamukti Focus of the Month

Sbloccare la Saggezza Interiore

Brahmanandam parama-sukhadam kevalam jnana-murtim dvandvatitam gagana-sadrsam tat-tvam-asyadi-laksyam ekam nityam vimalam acalam sarva-dhi-saksi-bhutam bhavatitam tri-guna-rahitam sad-gurum tam namami

Saluto quel guru interiore, la luce interiore che guida, che è infinita beatitudine; colui che dona la felicità suprema, il pulsare della consapevolezza senza-un-secondo al di là del dualismo, oltre il soggetto e l’oggetto; che è come il cielo blu ed è indicato dalla frase “Tu sei Colui” e “Io e mio Padre siamo una entità unica”, e lo scopo finale della vita; entità unica eterna, pura, incontaminata, sempre presente, testimone di ogni saggezza, oltre tutti gli stati dell’essere e oltre i tre guna: sattva (elettrone), rajas (protone) e tamas (neutrone). Mi inchino a quel guru interiore.

-Dal Tantra e dal Guru Stotram, Traduzione di Shri Brahmananda Sarasvati

Lord Shiva dà questo mantra a Parvati dopo averle donato gli insegnamenti dello Yoga. Dice alla sua amorevole moglie e allieva che recitando il mantra troverà la vera liberazione e capirà che lei e lui sono un’entità sola.

Il Tantra Yoga è probabilmente la forma più fraintesa di yoga nel sistema yogico. La maggior parte degli occidentali, distanti dalle radici del Tantra (India), pensa al Tantra come a ciò che Georg Feuerstein chiama “Neo-Tantra”, un’errata combinazione di interpretazione occidentale di rituale e misticismo.

Il Tantra apparve tardivamente nel sistema Yoga, intorno al 500 d.C. Rappresentò il primo dei movimenti “New Age” delle antiche tradizioni yogiche. Il Tantra fu un sistema creato durante l’epoca del Kali Yuga, un tempo di oscurità spirituale (in cui viviamo tutt’ora). I fondatori del Tantra credevano che durante l’epoca del Kali Yuga, gli antichi rituali Vedici avessero perso la loro potenza. Questo movimento decise di cambiare e rivoluzionare quella istituzione.

Il Tantra Yoga è stato il primo sistema Yoga a focalizzarsi con grande intensità sul corpo umano come mezzo di liberazione nel corso della vita terrena. Le tradizioni di Hatha Yoga fanno parte a pieno titolo del Tantra. La Hatha Yoga Pradipika è un testo Tantrico. Il Tantra esplora il corpo umano e la sua connessione con il mondo naturale come mezzo di profonda connessione a Dio. Il Tantra evidenzia che se tutto ciò che ci circonda fa parte del Param Brahma (Realtà Spirituale Suprema), allora anche il corpo umano, che ospita l’Atman (anima), non può essere altro che Param Brahma. L’antico sistema Vedico percepiva il corpo umano come debole e come qualcosa che intrappolava il ricercatore spirituale in Maya (Grande Illusione). Nel Tantra invece, il corpo deve essere mantenuto in ottime condizioni, in modo che possa essere al pieno servizio di Dio e del Guru. Questo nuovo sistema sostiene che la liberazione possa essere trovata nel corpo, sia nel dolore e nella sofferenza che nel piacere e nella felicità, e che entrambe le esperienze sono solo facce diverse della stessa medaglia: Purusha (Principio Universale immutabile) e Prakriti (Realtà materiale). L’illuminazione può essere raggiunta solo attraverso la comprensione dei due estremi e attraverso la consapevolezza che la coscienza cosmica è contenuta nel DNA del corpo. Il Tantra sottolinea quanto il corpo umano e la Natura siano laboratori per comprendere il Divino –  e per capire che il corpo non può essere trascurato in quanto strumento per ottenere Moksha (liberazione).

Il Tantra Yoga ha sempre insistito sull’importanza per un cercatore spirituale di avere un Guru in vita. Attraverso l’insegnamento e la guida di quello stesso Guru, il ricercatore imparerà che tutti gli insegnamenti sono presenti all’interno di ognuno di noi. Gli allievi devono solo capire che Dio, Guru e allievo sono una entità unica, proprio come Lord Shiva e Parvati sono una entità unica. Il Brahmanandam Parama afferma chiaramente che la Realtà Ultima nell’universo, o come ha affermato Paul Jakob Deussen, “il principio creativo che giace realizzato in tutto il mondo” è dentro di noi. Questo è non-dualismo nella sua forma più estrema.

I sistemi precedenti si concentravano maggiormente sulla meditazione e sul pranayama come metodi di autorealizzazione. Non vi erano molti asana. Il tantra invece utilizzò  tutti gli strumenti per far risvegliare la Kundalini Shakti, farla fluire verso l’alto, aprendo i chakra fino a raggiungere il Chakra Sahasrara, sede del Guru interiore (Param Shiva), creando un’unione tra Shiva e la sua Shakti. Questo sistema divenne una scienza avente lo scopo di far fluire l’energia nel corpo sottile. Furono utilizzati tutti gli strumenti: asana, mantra, meditazione, bhakti, pranayama, rituali e condotta personale, lavorando insieme nel laboratorio divino che è il corpo umano, per ottenere questa unione. Questo è lo Yoga che molti di noi praticano ancora oggi, un sistema integrato radicato nelle tradizioni Tantra.

Quando questo risveglio accade, lo yogi trova la vera felicità, nel mondo naturale. In un sistema che non richiede la fine dell’esperienza corpo-mente, ma uno in cui oggetto e soggetto sono completamente realizzati e celebrati. Questa liberazione dalle limitazioni della condizione umana mentre si è ancora in vita, è il Jivanmukta.

Teaching Tips

  • Il termine param significa supremo. Pranama significa inchinarsi al supremo, con molto rispetto.
  • Ci sono sei forme di Pranama. Molte di esse sono utilizzate nella pratica asana o possono essere incorporate negli asana. Insegnate agli studenti ad inchinarsi in segno di riverenza, a Dio, Guru, ad altre persone ed a se stessi. Aiutateli a vedere che nell’inchinarsi, il senso di differenza dall’altro viene assorbito nell’unione con il Sé.
  • Le sei forme di prostrazione:
    • Ashtanga- (presente nel saluto al sole in stile Jivamukti) toccando terra con le dita dei piedi, ginocchia, petto, mani, mento, con otto punti di contatto con la terra.
    • Shashthanga- sdraiati a faccia in giù con le braccia piegate, le mani sulla terra, i gomiti contro costole;
    • Panchanga- toccando terra con le ginocchia (ben distanziate), il petto, la fronte, le braccia distese;
    • Namaskar- sulle ginocchia, collo del piede e gli stinchi per terra; fronte per terra, braccia distese e mani in preghiera sopra la testa;
    • Dandavata- sdraiati a faccia in giù con le braccia distese lungo le orecchie; mani in preghiera sopra la testa;
    • Abhinandan- in piedi, chinandosi in avanti, mani in preghiera, mani che toccano il petto.
  •  Insegnate asana in cui Ajna Chakra è in contatto con la terra: Kurmasana, Malasana (squat con fronte appoggiata a terra), Upavistakonasana e Balasana.
  • Insegnate una sequenza Jivamukti yoga in metodo rigorosamente Vinyasa. Il saluto al sole in stile Jivamukti è perfetto per questo scopo, ma sono adattabili anche altre sequenze prese dal libro “Jivamukti Yoga: Pratiche per la Liberazione del Corpo e dell’Anima”.
  • Insegnate la sequenza dal lato destro; poi lasciate che gli studenti pratichino il lato sinistro da soli.
  • Insegnate la lezione Jivamukti Chakra Tuning.
  • Esplorate il legame tra Lord Shiva e la sua Shakti, Parvati. Usate gli esempi di Ardhanarishvara e Shiva Lingam come modi per spiegare il concetto di mondo naturale e mondo trascendentale come entità unica.
  • Approfondite il termine “Guru”. Aiutate gli studenti a capire che gli insegnanti, accademici o spirituali, sono presenti dentro di noi dopo gli insegnamenti; e che tutti gli insegnanti ci aiutano a percorrere questo fantastico viaggio della vita.
  • Leggete Il libro del Tantra, Il sentiero dell’estasi di Georg Feuerstein, per comprendere meglio la storia e la teoria alla base del Tantra.